La sfida del Post Processing: massimizzare le sinergie di prodotto tra SACMI e Velomat

La sfida del Post Processing: massimizzare le sinergie di prodotto tra SACMI e Velomat

19 Febbraio 2020 – SACMI acquisisce Velomat, azienda leader nella progettazione e costruzione di macchine di assemblaggio ad alta velocità, per chiusure e tappi, micropompe, apparati medicali. Abbiamo intervistato Riccardo Rubini. Testimone dell’acquisizione, SACMI -Velomat, Rubini racconta le nuove sinergie vincenti di prodotto e di mercato che hanno portato alla realizzazione della divisione Post Processing in casa SACMI.

  • Riccardo, sei una figura molto giovane all’interno del panorama del business dei macchinari per il mondo del beverage e non solo, e recentemente sei diventato Direttore della divisione chiamata Post Processing all’interno della business unit Rigid Packaging Technologies di Sacmi. Cosa ci racconti di questa nuova divisione?
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RR: L’acquisizione di Velomat e il cambio di denominazione della Business Unit, dal 2020, Rigid Packaging Technologies, ben rappresenta da parte di SACMi il completamento di una strategia di lungo periodo. Da anni, ci proponiamo sul mercato come fornitore unico di soluzioni tecnologiche, mettendole a disposizione dei nostri clienti, affinché loro possano produrre packaging sostenibile ed a basso total cost of ownership. Parliamo di caps&closure in plastica e metallo, PET preforms, containers in plastica e sistemi di visione, sia in line (linea) sia stand-alone, per il controllo qualitativo dei prodotti finali. E poi c’è il Post Processing...
 
  • Ci stai tenendo sulle spine o cosa? Dai svelaci cosa intendi per “post processing”.
RR: La divisione “Post Processing” include tutte quelle macchine a valle del processo di stampaggio (moulding) dei particolari in plastica o metallo che vengono prodotti dalle nostre linee, ma non solo dalle nostre linee. Stiamo parlando quindi di macchine per il taglio e la piega (slitting and folding) della banda di garanzia dei tappi in plastica, siano essi prodotti a compressione o con tecnologia dell’iniezione. Inoltre, trattiamo di macchine per il controllo della stessa banda mediante la pull force machine (PFM), fino ad arrivare alle macchine di assemblaggio.
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  • Assemblaggio? Questa sì che è una novità, spiegaci meglio Riccardo questo aspetto.
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RR: Si, è una delle novità più interessanti. L’anno scorso, a febbraio 2020 in piena pandemia, SACMI ha deciso di finalizzare l’acquisizione dell’azienda italiana Velomat, situata a Pescara, a circa 3 ore di macchine dal nostro quartier generale di Imola. Velomat ha esperienza da oltre 30 anni nella progettazione e costruzione di piattaforme di assemblaggio per caps&closures, sia nel mondo food&beverage, sia nella categoria beauty&home. La nostra intenzione è quella di massimizzare le sinergie di prodotto tra le proposte di SACMI Imola e quelle della stessa Velomat, lasciando comunque allo stabilimento di Pescara tutta la flessibilità di cui necessita, visto che questo è stato un suo punto di forza negli ultimi anni. Il pianeta Velomat, quindi, ricade all’interno della galassia di soluzioni da proporre all’interno della divisione di Post Processing.
 
 
  • Come si posiziona Velomat in termini di company size, tecnologia e presenza, rispetto ad altri fornitori globali?
RR: Velomat è un’azienda di 60 persone circa, con un fatturato oltre i 9 milioni di euro. È leader mondiale per quello che riguarda la progettazione di macchinari altamente customizzati al cliente, atti all’assemblaggio di dispenser e closures. Fornisce i principali player mondiali nel settore beaty (beauty) and home, nonché converter con copertura globale che producono sia tappi multicomponente in plastica, sia in metallo. Le installazioni superano le 1.500 unità in tutto il mondo, con una forte presenza in Europa, Sud America e Nord America. Possiamo proporre diverse piattaforme di assemblaggio, dalle più tradizionali (rotary index e linear index), fino a quelle a cinematica continua, vero fiore all’occhiello di Velomat. Recentemente, abbiamo sviluppato una piattaforma innovativa completamente elettronica, che unisce l’altissima flessibilità ad un vantaggio in termini di consumi energetici per il cliente.
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  • Come mai SACMI, leader tecnologico nella costruzione di impianti per produrre flat top beverage closures (NDR che quindi non necessitano assemblaggio), ha deciso di entrare in questo settore?
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RR: Il mercato delle caps&closures è molto vasto e si divide, approssimativamente, in 50% caps&closure per il mondo beverage classico (quindi quello che possiamo aggredire con le nostre macchine di stampaggio a compressione), mentre il rimanente 50% è inerente a settori merceologici differenti dai tradizionali punti di forza della proposta SACMI. Parliamo di sport cap, flip top closure ma anche dispenser pump, spray pump, triggers, in sostanza “closures complesse” che ricadevano all’esterno di quanto realizzabile con le soluzioni a compressione, che restano comunque il carattere distintivo dell’offerta SACMI. L’obietivo (obbiettivo) è proprio quello di crescere in quest’ultimo 50% di mercato, arrivando ad esserne protagonisti. Vogliamo sfruttare il know-how e la reputazione che ha acquisito negli anni Velomat, per iniziare a dialogare con clienti globali e proporre, oltre alle già conosciute soluzioni di assemblaggio, anche sistemi di visione SACMI per il controllo dei prodotti, impianti stand alone per il taglio e la piega della banda di garanzia del tappo e, ovviamente, continuare a proporre la compressione dove questo è possibile. Inoltre, questo sviluppo si inserisce molto bene nell’evoluzione della proposta SACMI sul mercato tethered, con proposte che hanno anticipato di diversi anni le normative di settore, agevolando i nostri clienti in una rapida e profittevole riconversione produttiva.
 
  • Molto, molto interessante. La strategia mi sembra chiara, ma siccome l’appetito vien mangiando, ho una domanda. Pensate di iniziare a proporre sistemi ad iniezione, con annessi stampi, per quei prodotti dove la compressione non può essere utilizzata?

RR: L’orizzonte è chiaro, e sarà da perseguire con determinazione e gradualità. Ma questo non modifica il punto di forza della nostra proposta. Il mercato infatti continua a premiare in modo evidente i vantaggi competitivi che derivano dalla tecnologia della compressione continua, che riteniamo la tecnologia vincente per flat top beverage closures, potendo garantire una migliore qualità del prodotto finale sostenendo minori costi per produrlo. È allo stesso tempo chiaro come in generale con la tecnologia a compressione non possano essere affrontate geometrie complesse: pensiamo ad esempio ai pezzi che compongono un dispenser per igienizzante delle mani o ai componenti di uno sport cap. Ecco perché, per ampliare la nostra offerta puntando sulla competenza e sull’esperienza, da sempre punti di forza del brand SACMI, abbiamo deciso di approcciare il mondo delle caps&closures partendo dall’assemblaggio come primo step funzionale a cogliere, in futuro, nuove eventuali opportunità con tecnologie diverse dalla compressione.

 
  • Anche l’aspetto dei tappi tethered credo interessi da vicino la divisione del post processing, dico bene?
RR: Assolutamente sì. Come accennato, dopo l’approvazione della Direttiva EU 2019/904 (plastiche mono-uso), SACMI ha iniziato prontamente a lavorare nella direzione dello sviluppo di soluzioni tethered da proporre ai nostri clienti. Inizialmente il nostro approccio è stato guidato dallo sviluppo di soluzioni che minimizzassero l’impatto sulle linee di produzione di tappi esistenti presso i nostri clienti; soluzioni che allo stesso tempo minimizzassero l’impatto dovuto a modifiche richieste sulle linee di imbottigliamento. Con il passare dei mesi, i requisiti dettati dalle normative in evoluzione ci hanno portato ad integrare la nostra strategia, senza stravolgerne i presupposti, con l’obiettivo di proporre sempre soluzioni che minimizzino l’impatto e l’investimento per i nostri clienti (converter), ma allo stesso tempo accontentino le richieste dei maggiori imbottigliatori (bottlers). In questo ambito, all’interno della divisione Post Processing, giocano un ruolo fondamentale le macchine di taglio e piega della banda di garanzia (slitting and folding machine). Abbiamo già progettato e realizzato diverse soluzioni che prevedono anche una fasatura del taglio tethered rispetto al tappo stesso: ad esempio, per i tappi per liquid carton closures, il tappo deve aprirsi sempre allo stesso modo e sempre dallo stesso lato, per garantire il corretto svuotamento del contenitore e, quindi, la migliore esperienza del consumatore.
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